INTERVIEW WITH GIANNI LUCINI ( PREVIEW)

DIRECTED BY: AZZURRA BORROMEO

VIDEO MAKER AND VIDEO EDITING BY : VITTORIO CASTELLANO

STAY TUNED FOR THE COMPLETE INTERVIEW

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A breve sarà on-line il video di presentazione del prossimo Artista di “Art is the Answer”, il Pittore Gianni Lucini.

As soon as possible will be on-line video presentation of the next Artist of “Art is the Answer”, the Painter Gianni Lucini.

 

STAY TUNED!

Gerda Taro

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Cari lettori eccomi tornata qua davanti al mio computer per scrivere.

Nei giorni scorsi acquistai in edicola la rivista “Camera Black and White” ( vi consiglio vivamente di comprarlo perché è davvero molto interessante) e la mia lettura si è concentrata su un articolo riguardante Robert Capa ( vedi articoli precedenti).

L’articolo parlava anche di Gerda Taro, sua compagna sia di vita che di lavoro.

Inizio come sempre con qualche nota sulla sua vita, per poi spiegarvi come mai ho deciso di parlare proprio di lei.

Gerda Taro Pohorylle fu una Fotorepoter divenuta famosa soprattutto grazie ai suoi Reportage realizzati durante la guerra di spagna.

Fondamentale fu il suo incontro con Endre Friedman ( il futuro Robert Capa). Endre le insegna tutto ciò che sa sulla fotografia e iniziano cosi a lavorare insieme.

Inizialmente entrambi usavano il marchio “Capa-Taro” indistintamente fino a che Endre assunse a tutti gli effetti il nome di Robert Capa.

Gerda realizzò, in un periodo in cui Capa era per alcuni giorni a Parigi per rapporti con le agenzie, il suo più importante reportage durante la battaglia di Brunete.All’inizio parve una grande vittoria repubblicana.

Il contrattacco franchista ribaltò presto la situazione e Gerda fu allora testimone dei selvaggi bombardamenti dell’aviazione nazionalista, scattando numerose fotografie e sempre con estremo rischio per la propria vita.

Testimoni raccontano che spesso incitava lei stessa i combattenti “all’attacco”; la sua fede rivoluzionaria e antifascista era puro slancio.

L’articolo che venne pubblicato sulla rivista “Regards”, diede un grande lustro alla reporter tedesca.

Quello di cui voglio parlare anche se a sfondo molto triste è della sua morte.

Gerda fu la prima Fotorepoter a morire sul campo durante l’espletamento della sua professione. Morì in tragiche circostanze, la fotografa stava viaggiando nella vettura di un generale polacco quando all’improvviso degli aerei nazisti iniziarono a mitragliare su di loro causando subito scompiglio e panico tra i vari veicoli, compreso quello su cui viaggiava Gerda. Un carro armato Repubblicano urto la vettura facendo sbalzare fuori la Reporter e successivamente schiacciandola e sventrandola fino allo stomaco.

Gerda dopo l’incidente non perse subito la vita, dimostrò grande forza e freddezza tanto che durante il trasferimento all’ospedale più vicino si tenne le viscere nel corpo con le sue stesse mani!

I medici tentarono in tutti i modi di salvarla ma non ci riuscirono e Gerda morì il 26 Luglio 1937.

Vi confesso cari lettori che leggendo l’articolo mi sono sentita male, ho avuto una fitta al cuore fortissima e un dispiacere molto forte, quasi come se la conoscessi.

Le righe che più mi hanno toccato nel profondo sono quelle in cui spiegano che mentre Gerda stava per morire la sua unica preoccupazione era quella delle sue macchine fotografiche, infatti continuava a chiedere se si fossero rotte.

Gerda, cosi giovane e cosi bella, cosi rivoluzionaria, piena di vita e di amore per la fotografia.

Dopo la morte della Reporter, il suo compagno Capa non si riprese mai più dalla morte della dolce e vivacissima Gerda, prima donna reporter a morire sul lavoro. Da allora anch’egli rischierà sempre la morte sul lavoro, incontrandola poi nel 1954 nella guerra di Indocina.

Trovo in Robert un estremo coraggio nel continuare il suo operato nel campo che ha ucciso la donna da lui tanto amata, ma credo che lo fece anche per concludere il lavoro da iniziato dalla compagna e per renderle omaggio ogni giorno.

Una storia senza dubbio molto triste che come già detto ha toccato molto anche me.

Concludo con la mia riflessione. Dopo la morte di Gerda e di Robert ne morirono molti altri di Reporter sempre sul campo e in nessuno di loro io ho mai visto la paura, anzi vedo solo coraggio e una forza incredibile per poter affrontare tutti i rischi del loro mestiere, tanto che molti anche avendo rischiato la morte più volte ancora non hanno smesso di viaggiare e rischiare ancora, per noi.

Si per noi che stiamo a casa e che apriamo il giornale e vediamo le loro fotografie frutto appunto del loro indomito coraggio, non ci soffermiamo cosi come io non mi soffermavo sul nome del fotografo in questione senza pensare a tutto quello che ha dovuto passare per informarci e per poter essere i nostri occhi.

Lessi un Articolo di un Reporter che disse pressapoco cosi ” Tra tutti i modi in cui potrei morire di certo vorrei morire con la mia macchina fotografica mentre sto fotografando, non ho paura, non mi posso permettere di avere paura, se avessi avuto anche solo una volta paura sarei stato a casa, è la guerra, non un gioco, la gente soffre e muore e io sono li per raccontarla”

Rifletteteci, e se avete qualcosa da aggiungere o volete semplicemente dire la vostra fatelo qua sotto nei commenti.

Vi allego il link per acquistare i libri di Gerda: http://www.amazon.it/s/?ie=UTF8&keywords=gerda+taro&tag=slhyin-21&index=aps&hvadid=25760755955&ref=pd_sl_8j4f4atwt1_b

A.

 

Prossimamente su “ART IS THE ANSWER” il grande Artista e Pittore Gianni Lucini di Como.

 

Coming soon on “ART IS THE ANSWER” the great Artist and Painter Gianni Lucini from Como.

 

STAY TUNED!

Sebastião Salgado

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Eccomi carissimi lettori, non scrivevo da un bel po’, quindi ecco qua un nuovissimo articolo.

Oggi parlerò di un altro famoso Reporter: Sebastião Salgado.

Salgado nasce l’8 Febbraio del 1944 in Brasile ma attualmente vive a Parigi.

Il suo approccio con il mondo della Fotografia avviene per la prima volta dopo i suoi studi universitari (quindi abbastanza tardi) in seguito a una missione in Africa. Nel 1979 riesce ad entrare nella celebre cooperativa di Fotografi “Magnum Photos” ( vedi articoli precedenti) dopo aver effettuato importati Reportage tra cui quello sulla siccità di Sahel (1973) seguito da un altro che racconta le condizioni di vita dei lavoratori immigrati in Europa. Oltre a questi Reportage Salgado documenta anche la rivoluzione in Portogallo e la Guerra coloniale in Angola e in Mozambico.

Le tematiche principalmente scelte da Salgado sono molto scottanti come i diritti sui lavoratori, la povertà.

Io posseggo un bellissimo libro-raccolta di Salgado dal titolo “Un incerto stato di grazia”, con all’interno scatti molto forti ambientati nella miniera d’ora della Sierra Pelada. Questi scatti raccontano le precarie condizioni di vita e un abuso dei diritti umani mai visto prima. E’ possibile vedere schiere e schiere di uomini stremati dalla fatica, costretti a trasportare sacchi pesantissimi di fango al cui interno ci potrebbe essere dell’oro in equilibrio su delle scale a pioli strette e per nulla sicure.

Salgado con la sua macchina fotografica è riuscito a immortalare delle condizioni di vita umane al limite della decenza, uomini messi in schiavitù, maltrattati e costretti volenti o nolenti a un duro lavoro.

Salgado indaga l’esistenza di gente normalmente ignorata raccontandone la vita con sguardo critico, partecipazione, ricerca e profonda sensibilità umana e tutto questo è visibile nei suoi scatti anche se a volte in maniera troppo forte e senza filtri.

Salgado scatta ancora con macchine fotografiche analogiche 35mm preferendo il famoso marchio Leica.

Quando mi regalarono il libro-raccolta di cui parlavo prima ho dovuto guardarlo e riguardalo più volte, è un libro molto d’impatto per la presenza di scatti come già detto crudi e senza filtri ma che rendono tutti chiaro al lettore.

Consiglio a tutti voi lettori di acquistare un libro di questo grande fotografo, eccovi il link: http://www.amazon.it/ basta successivamente cercare il nome nella ricerca e trovate tutto.

Purtroppo un sito ufficiale di Salgado non esiste ma tra tutti quelli presenti on-line questo è quello più dettagliato: http://www.amazonasimages.com/

A.